Shine you’re a star

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A friend of mine, Brenda, some time ago sent me this drawing she saw on facebook, if anyone of you knows who’s the artist or where I can find the original one please tell me as I’d really like to post the original, not my cropped and instagrammed version and most of all credit him or her. Anyway she sent me this saying she was seeing me in it. And that’s exactly what I’ve thought too. But the funny thing is that she knows me just from the beginning of university but this paint remind me of middle school where I’ve played Saint Fina in the school play named by the Saint herself. I used to wear long hair, and by long I mean till half my thights. This and a natural beauty (I refused make up in any way possible even if my classmates use to wear it everyday) made me be chosen for that role. I resume you the story very quickly: Saint Fina was the most beautiful girl living in San Gimignano, Tuscany. One day she went taking some water at the well and a prince that was there to drink tell her ‘You’re really beautiful’. This made Fina feel really guilty so she went back and laid down on a table without drinking or eating till she died. When she passed away from the table, all over her body, down her window and all over the town everything became covered on pansies. Pretty sad right? Yes, I agree with you, but I remember clearly a couple of photo we made before the representation one was me with the prince (as my professors said: the hottest guy in school) and in the other one I was in the exact same position, dressed like a princess and with pansies all over me and my hair. This is why when I saw this I was really speachless. After the first emotion of being portraited by someone that I don’t even know, I recalled the story of Fina. After the representation I totally forgot it, but I don’t blame myself that much, we are all pretty stupid in middle school years. Fina decided to punish herself in front of God because she was beautiful. I don’t really think it’s a good example, forgive me Fina really. I’ve always been pretty sure that everyone of us is beautiful in its own special way, it only depends on us to find which are our strong points. Standards of beauty change every year and this already shows how actually are important in real life: less than nothing. Everyone of us in this world has his own marks and these are the ones that used in the right way can make us shine. We don’t have to be shy and most of all we don’t have to be scared to shine. Much more easy to say than do, right? I know it, I’m like you believe me. To explain what I say I’ll tell you a couple of things of my real life experience and I know there are situation that are really worse in the world, but believe me it’s always so frustrating. The first one is the constant fear I have when I go running. I usually go running in the countryside for a simple reason: I need to put my earphones really loud to have my best performance and in the city this would mean be in serious danger because of the cars that you can’t actually ear. Since countryside is not really far from my home I’ve found this compromise. But there I’m alone, but really alone. The only people I meet scary me so much, I can see how they look at me and the comments they make just because (like every normal girl doing sport) I wear a top and a pair of shorts. If it was just for the words and the looks I’ll be on the ‘who cares’ side, but honestly how do I know if it won’t become something more? I’m a girl, alone, in the middle of nowhere, do you think that someone could really ear me? Come and help me? Hell to the no. I don’t want to ask my dad or my best friend to come have a run with me beacuse I need to be with a male someone to feel safe. I was grown up as an indipendent woman and I’ll always be, I won’t let them win. But it’s also true that I’m never relaxed when I go running and this is really sad in 2017. Other thing is when I go out in the city by night. When I’m with boys I’m completely relaxed, but when me and my girls decide for a GNO and we park our cars distant we are all scared to reach the meeting point. So we wait till everyone of us has parked and then we all go out and call each other on the phone during all the walk so in any case of danger we do know it immediately. Again, 2017. If you’re asking me for a solution I don’t really have an answer. Many things come to my mind, like a compulsory self-defence class for all the women, but really do we want to answer to violence with other violence? I’m not really on that side even if sometimes I wish I knew some of those moves. I think it would be really better a new type of education based on respect. I do respect the other women, but also I do respect men. I’m not generalizing, I know many respectuful boys and men, but I can’t deny that there are also ones that still look at as women as object. Also the more we are ‘beautiful’ or better said self-confident the more we are seen in the worst way. Maybe starting to teach the importance of equality since very early years could make the real difference. This is surely what I’ll do with my children when I’ll be a mommy. I cannot imagine a world where my daughters have to be scared to go out alone or my sons will be disrespectful. So I think back at Fina, maybe the comment of the Prince was like a violence to her and she felt really guilty for it, as much as she decided to die. No Fina, we have to fight, not to die, we are beautiful creatures in any way possible and we’ll never ever be ashamed of it.

La mia amica Brenda, tempo fa, mi ha inviato questo disegno trovato su facebook, se qualcuno di voi conosce l’autore o sa dove posso trovare l’originale per favore me lo dica siccome vorrei mettere quello, non la mia versione tagliata e instagrammata, ma soprattutto vorrei metterne I credits. In ogni caso, lei me l’ha inviato dicendo che mi ci rivedeva. Ed è esattamente la stessa cosa che ho pensato io. La cosa divertente però è che lei mi conosce solo dall’inizio dell’università ma a me ha ricordato immediatamente la scuola media, in particolare quando interpretai Santa Fina in una produzione scolastica che portava il nome della santa stessa. Avevo i capelli lunghi e per lunghi intendo fino a metà coscia. Questo e la mia bellezza al naturale (rifiutavo qualsiasi tipo di trucco anche se le mie compagne lo indossavano tutti i giorni) mi fecero scegliere per quel ruolo. Vi racconto brevemente la storia: Santa Fina era la ragazza più bella di San Gimignano, paese della Toscana. Un giorno andò a prendere l’acqua al pozzo e un principe fermatosi lì per bere le disse ‘Sei bellissima’. Questo fece sentire Fina molto colpevole e perciò tornò a casa e si sdraio su una tavola senza bere ne mangiare finchè morì. Una volta spirata dal tavolo, poi su tutto il suo corpo, giù dalla sua finestra e per le vie del paese, tutto si coprì di viole. Abbastanza triste vero? Sì, sono d’accordo con voi, ma ricordo chiaramente un paio di foto scattate prima della rappresentazione: una di me col principe (come i miei professori dicevano: il ragazzo più bello della scuola) e nell’altra invece ero nella stessa identica posizione, vestita come una principessa e ricoperta di viole. Per questo motivo quando ho visto questo disegno sono rimasta senza parole. Dopo il primo momento di emozione per essere stata ritratta da qualcuno che non conosco, mi sono ricordata della storia di Fina. Dopo la rappresentazione infatti me ne ero completamente scordata, ma non me ne incolpo più di tanto, siamo tutti abbastanza stupidi nel periodo delle medie. Fina decise di punirsi di fronte a Dio per la sua bellezza. Non credo fosse un buon esempio, perdonami Fina davvero. Sono sempre stata piuttosto sicura del fatto che ognuno di noi sia bello in un modo speciale, sta solo a noi riuscire a trovare i nostri punti di forza. I canoni di bellezza cambiano ogni anno e questo ci dimostra quanto siano davvero importanti nella vita vera: meno di niente. Ognuno di noi ha i suoi segni particolari e sono proprio quelli che, utilizzati correttamente, ci possono far brillare. Non dobbiamo essere timidi e soprattutto non dobbiamo avere paura di splendere. Molto più facile a dirsi che a farsi, vero? Lo so, sono esattamente come voi, credetemi. Per spiegarmi meglio vi racconterò un paio di esperienze di vita vera e lo so che ci sono situazioni molto peggiori nel mondo, ma è comunque molto frustrate. La prima è la paura costante che ho quando vado a correre. Di solito vado a correre in campagna per una semplice ragione: devo mettere il volume delle cuffie molto alto per avere il massimo dalla mia prestazione e in città questo si tradurrebbe in un grosso pericolo per via delle macchine che non si riescono a sentire. Siccome la campagna non è poi così lontana da casa mia ho trovato questo compromesso. Ma lì sono sola, ma davvero sola. Le uniche persone che incontro mi spaventano da morire, vedo come mi guardano e i commenti che fanno solo perché (come qualsiasi ragazza che fa sport) indosso un top e dei pantaloncini. Se fosse solo per sguardi e commenti sarei molto sul ‘chissenefrega’, ma onestamente come posso sapere che non diventerà qualcosa di più? Sono una ragazza, da sola, in mezzo al nulla, pensate che qualcuno possa davvero sentirmi? Venire ad aiutarmi? Ovviamente no. Non voglio chiedere a mio papa o al mio migliore amico di venire a farsi una corsa con me solo perchè devo essere accompagnata da qualcuno di sesso maschile per sentirmi al sicuro. Sono stata cresciuta come una donna indipendente e sempre la sarò, non li lascerò vincere. Ma è anche vero che non sono mai rilassata quando vado a correre ed è piuttosto triste nel 2017. Un altro esempio è quando esco in città la sera. Quando sono coi ragazzi sono completamente rilassata, ma quando io e le mie amiche decidiamo per un’uscita tra ragazze e parcheggiamo le macchine distanti siamo tutte spaventate dall’arrivare da sole al punto di ritrovo. Quindi aspettiamo che abbiano tutte parcheggiato, usciamo dalla macchina e ci telefoniamo lungo tutto il tratto così se succede qualcosa lo sappiamo immediatamente. Di nuovo, 2017. Se mi chiedete se ho una soluzione non ho veramente una risposta. Mi vengono in mente tante idee, come un corso di autodifesa obbligatorio per le donne, ma davvero vogliamo rispondere alla violenza con altra violenza? Non sono molto per questo tipo di idea, anche se a volte spero di conoscere qualcuna di quelle mosse. Penso sarebbe meglio un nuovo tipo di educazione basato sul rispetto. Rispetto le altre donne, ma sicuramente rispetto anche gli uomini. Non sto generalizzando, conosco un sacco di ragazzi e uomini rispettosi, ma non posso negare che ce ne siamo altri che vedono ancora la donna come un oggetto. Per di più, più siamo ‘belle’ o per meglio dire sicure di noi più siamo considerate nel peggiore dei modi. Magari iniziare ad insegnare l’importanza della parità sin da quando si è molto piccoli potrebbe fare la differenza. Questo è sicuramente ciò che farò con i miei bambini quando sarò una mamma. Non posso immaginare un mondo dove le mie figlie devono aver paura ad uscire da sole o i miei figli siano maleducati. Perciò ripenso a Fina, magari il commento del principe era stata come una violenza per lei e perciò si è sentita colpevole, a tal punto da lasciarsi morire. No Fina, dobbiamo lottare, non morire, siamo bellissime creature in ogni modo possibile e mai dovremo vergognarcene.

Everyday uniform

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Ok, it wasn’t just a one-day-thing, I’m really obsessed with highlights and there’s nothing I can do about it. Look at this girl’s hair, aren’t they perfect? I do think they are!

Ok, non era la fissa di un giorno, sono proprio ossessionata dai colpi di sole e non ci posso più fare nulla. Guardate i capelli di questa ragazza, non sono perfetti? Io penso proprio di si!

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Happy 4th birthday The Queen Of Dreaming!

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So here we are guys: 4 years!! This is a long time and I can’t believe all that happened into my life when I look back! But, as usual, this is the time to look back at 2016: a very difficult year, full of stress and bad moments, but also with a some memorables times. First of all my vacation in New York (which I’m writing about, can’t wait to share!), but also the end of classes at university, the beginning of my internship and some cool events I went to. The best one was, of course, Marco Mengoni opening tour concert, where I was under the stage with Ila and Veronica, my dearest friends. And talking about friend, I’ve finally chosen the ones I want to keep close, and said goodbye to all the ones that were giving me stress instead of love. I’m every day prouder of my family and happy to be part of it. I’m really looking forward for this 2017 where I’ll end the internship, I’ll probably move abroad (still can’t say where!) alone for my final thesis and I’ll be in London with my friends for some days. I hope it will be a good one, for me, and for you all!

Quindi eccoci qui: 4 anni!! E’ un periodo lungo e non posso credere a quante cose mi sono successe se guardo indietro! Ma, come al solito, è il momento di guardare indietro al 2016: un anno difficile, pieno di stress e momenti complicati, ma anche con altri davvero memorabili. In primis le mie vacanze a New York (di cui sto scrivendo, non vedo l’ora di condividerle!), ma anche la fine delle lezioni all’università, l’inizio del tirocinio e alcuni eventi a cui ho preso parte. Il migliore chiaramente è stato il concerto di apertura di Marco Mengoni, dove ero sotto al palco con le mie care amiche Ila e Veronica. E parlando di amici, ho finalmente capito chi sono quelli che voglio tenermi vicino, e salutato tutti quelli capaci di darmi solo stress invece che amicizia. Sono ogni giorno più fiera della mia famiglia e felice di farne parte. Guardo con aspettative questo 2017, dove finiro il tirocinio, probabilmente andrò a vivere all’estero da sola (ancora non si può dire dove!) per la mia tesi finale e andrò a Londra con i miei amici. Spero che sia un anno buono, per me, e per tutti voi!

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All night long

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I think I’ve never posted my room on the blog, even if I post it kinda regularly on Instagram. Well as you can see it’s pretty messy, but it like it this way 😉 The jacket on my bed is a lost & found, it was in my mum’s wardrobe, we don’t know why, and I can’t wait to wear it again! On the right there’s my beloved mennequin, where I create my everyday outfits, you can’t see it, but it has Paris as decoration. But the important thing here is the writing on the wall, created by a painter for me with my handwriting. You PROBABLY noticed that this is my mantra as it’s practically written everywhere, but my bedroom in reality is kind of my inspirational board, there are other writings around and this is just the first of upcoming posts with glimpses of my bedroom and those writings 😉

Non penso di aver mai postato la mia camera qui sul blog, anche se la posto spesso su Instagram. Sì, come potete vedere è abbastanza disordinata, ma a me piace così 😉 La giacca sul mio letto è un ritrovamento di stamattina, era nell’armadio di mia mamma, non sappiamo il perchè, e non vedo l’ora di indossarla di nuovo! Sulla destra c’è il mio adorato manichino, dove creo gli outfit di ogni giorno, non potete vederlo qui, ma ha Parigi come decorazione. La cosa più importante qui però è la scritta sul muro, creata per me da un pittore con la mia scrittura. Avete PROBABILMENTE notato come questa frase sia il mio mantra dato che si trova ovunque, ma la mia camera in realtà è un po’ il mio inspirational board, siccome ci sono altre di queste scritte sparse in giro e questo sarà solo il primo di una serie di post dove vi mostrerò scorci della mia stanza corredati da queste scritte 😉

Always with me

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This is not me turning in a beauty blogger, no. Like I’ve said once, I’m never gonna be a beauty blogger as I don’t think I’ll never be good at it. I always read beauty blogs and beauty bloggers are my idols as they share with me (a beauty obsessed) sooo many secrets. This is just me sharing with you guys the two products I’m madly in love with and that I use everyday. Why? Well, because I love reading posts like this and because maybe you want to try something new 😀

Non sto diventando una beauty blogger, no. Come avevo detto una volta, non sarò mai una beauty blogger perchè non penso sarei brava a farlo. Leggo sempre i beauty blog e le beauty blogger sono le mie idole siccome condividono con me (un’ossessionata del campo) taaaanti segreti. Questa sono semplicemente io che condivido con voi i due prodotti di cui sono follemente innamorata e che uso ogni giorno. Perchè? Beh, perchè mi piace leggere post come questo e chissà che non vi invogli a comprare qualcosa di nuovo 😀

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Into the rush

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As I did before, today I want to share with you my favorite music. One of my all-time-favorite album is certanly Into the rush by Aly & AJ, who changed name now in 78violet. I’ve already spoken about Aly in the first episode of Style crush where I’ve told you that one day I’d have spoken about her music too. So here we are! Aly and her younger sister, AJ, create this music duo, which is one of my favorite group. Into the rush is their first album, from 2005, but I found the sound always actual. It’s rich of ballad, something I like to put on almost everyday and sing along. Let’s talk about it song by song.

Rush, the first song and single, is an hymn to seizing the moment and always be yourself. For this reason is part of the soundtrack of my life for sure. It has slow sound in verses with a more energic refrain. Listen it here.

No one, second single from the album, is again about being yourself. There’s a lot of classic guitar in it and the sound is quite slow so it makes a dreamy atmosphere, listen here.

Collapsed talks about a love story that ended, but the love is still in the air because he was the right guy. The sound is more electric and captivating. Listen here.

Something more is again about love, this time is a friendship that it’s turning in something bigger. This is again a ballad that comes slowly to a more energic refrain. Listen here.

On the ride is the fourth single and it’s about enjoying life, even in bad moments, knowing it’s gonna be better. It makes a lot of atmosphere, the classic song to put on during sunny days in my car. Listen here.

Speak for myself is about fake people that only care of badmouthing. It’s a ballad but pretty energic. Listen it here.

Out of the blue talks about a love story that ended cause of external people. The rhytm it’s captivating thanks to the guitar. Listen it here.

In a second is kind of a second part to Something more, all the feelings that this new love story let came out. The rhytm it’s really slow. Listen it here.

I am on of them it’s about the feelings about everyday crime news. The song have some electric sound that makes it pretty different from the others. Listen it here.

Sticks and stones it’s like a reprise of Speak for myself. The singers tell us that bad words won’t hurt them. The rhytm it’s dogged. Listen it here.

Protecting me was written from AJ and dedicated to Aly. It describes the relationships that there’s between the two girls, not only of sisterhood but also friendship. It’s an energic ballad and also my favorite song in this album 😀 Listen it here.

Slow down it’s the story of a relationship that it’s going way too fast. It’s more rock than the others. Listen it here.

Do you believe in magic is the cover of the one from The Lovin’ Spoonful. The magic that the song talks about is music. The sound is lively. Listen it here.

Walking on sunshine it’s the last song of the album, cover of Katrina and the Waves. It’s all about happiness and love and this is clear also in the rhytm. Listen it here.

So here they are! Did you know them? Do you like this type of music? Tell me in the comments!

Come già ho fatto in precedenza, oggi voglio condividere con voi la mia musica preferita. Uno dei miei album preferiti da sempre è Into the rush di Aly & AJ, conosciute ora come 78violet. Vi avevo già parlato di Aly nel primo episodio di Style crush, dove vi avevo anche promesso che avrei scritto anche della sua musica. Quindi eccoci qui! Aly e sua sorella minore, AJ, formano insieme questo duo musicale, che è uno dei miei gruppi preferiti. Into the rush è il loro primo album, dal 2005, ma trovo il sound ancora molto attuale. E’ pieno di ballate, genere di musica che amo ascoltare ogni giorno e canticchiare. Ve ne parlerò una canzone per volta.

Rush, la prima canzone e singolo, è un inno al cogliere l’attimo e ad essere sempre se stessi. Per questa ragione è assolutamente parte della colonna sonora della mia vita. Ha un suono più lento nelle strofe e prende invece energia sul ritornello. Ascoltatela qui.

No one, secondo singolo estratto, parla nuovamente dell’essere se stessi. C’è molta chitarra classica e il suono è molto calmo in moda da creare un’atmosfera sognante, ascoltela qui.

Collapsed parla di una storia d’amore finita, ma purtroppo prima di accorgersi che lui era quello giusto. Il suono è in questo caso più elettrico e accattivante. Ascoltatela qui.

Something more è di nuovo sull’amore, stavolta però si parla di un’amicizia che pian piano si sta trasformando. Di nuovo una ballad con strofe che lentamente ci portano ad un ritornello energico. Ascoltatela qui.

On the ride è il quarto singolo e parla di godersi la vita, anche nei momenti brutti, sapendo che prima o poi andrà meglio. Fa un sacco atmosfera, la classica canzone da mettere in macchina nei giorni soleggiati. Ascoltatela qui.

Speak for myself parla delle persone false a cui interessa solo parlare alle spalle. E’ una ballad, ma piuttosto energica. Ascoltatela qui.

Out of the blue parla di una storia d’amore finita a causa di persone esterne alla coppia. Grazie alla chitarra il ritmo sa essere molto accattivante. Ascoltatela qui.

In a second è un po’ il continuo di Something more, ci parla di tutti i sentimenti che questa nuova storia d’amore lascia uscire. Il ritmo è abbastanza lento. Ascoltatela qui.

I am one of them è una reazione a tutti i fatti di cronaca nera che ogni giorno arrivano alle nostre orecchie. Il suound è più elettrico e piuttosto diverso dal resto dell’album. Ascoltatela qui

Stick and stones riprende Speak for myself. Le cantanti ci dicono infatti che le brutte parole non le feriranno. Il ritmo della canzone è incalzante. Ascoltatela qui.

Protecting me è stata scritta da AJ e dedicata ad Aly. Parla del rapporto tra le due ragazze, non solo sorelle ma anche amiche. E’ una ballad energica e anche la mia canzone preferita dell’album 😀 Ascoltatela qui.

Slow Down è la storia di una relazione che sta procedendo troppo velocemente. E’ molto più rock del resto dell’album. Ascoltatela qui.

Do you believe in magic è la cover dei The Lovin’ Spoonful. La magia di cui parla è in realtà la musica. Il sound è frizzante. Ascoltatela qui.

Walking on sunshine è l’ultima canzone dell’album, cover dei Katrina and the Waves. Si parla di gioia e amore ed è facilmente comprensibile anche dal ritmo. Ascoltatela qui!

Ed eccovele tutte! Le conoscevate? Vi piace questo genere di musica? Fatemelo sapere nei commenti!

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La rivoluzione sta arrivando

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Four months ago me and my sister went to Bologna to attend the concert of my favorite italian band: Negramaro. It was our first Negramaro’s concert and we enjoyed it a lot, singing aloud having a lot of fun! The band was amazing and gave us a lot of energy, the scenography was spectacular and also we had a surprise by Biagio Antonacci who sung three songs with the band! For the occasion I choosed a rock jacket combined with braids to make it more feminine and special. Here are photos and videos, enjoy! Do you like going to concerts?

Quattro mesi fa io e mia sorella siamo state a Bologna per la tappa lì del tour della mia band italiana preferita: i Negramaro. Era il nostro primo concerto dei Negramaro e ce lo siamo proprio goduto cantando a squarciagola e divertendoci! La band è stata fantastica e ci ha dato un sacco di energia, la scenografia era spettacolare e abbiamo anche avuto una sorpresa da parte di Biagio Antonacci che ha cantato tre canzoni con i ragazzi! Per l’occasione ho scelto una giacchetta in stile rock abbinata però a delle treccine per rendere il tutto più femminile e particolare. Queste sono foto e video, spero vi piacciano! Amate anche voi vedere live i vostri cantanti preferiti?

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Happy 3rd birthday The Queen Of Dreaming!

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It sounds crazy but we’re finally turning 3!! As every year I use TQOD’s birthday to do a little analysis of the past year. And I can honestly say that 2015 was a really hard year, full of tasks and difficult moments. I’ve stayed most of the time in Colorno and Parma and made just a couple of short trips: Torino and Valdaora. This was hard for me because it’s no secret that I don’t like where I live, hope to do better this year. I’ve decided to always put first my studies at university and they actually went quite good, and my hopes are to do even better this year. I took surgery in october and I’m still going through that, but I’m feeling quite better. I don’t know how many times this year I’ve planned things and trips that I had to call off for last minute glitches. You probably noticed how busy I was for the not-regular-posting on The Queen Of Dreaming, which is so bad to me because I always have something to write about, but 24 hours in a day are never enough for me. Luckily I had some collaborations like the ones with Hairtrade or Mieroglyphs. Completely posite note: freindship. I’ve decided to put some order and decide who deserves my time and who doesn’t, I’ve understood who I can always trust and who isn’t an anchor. Without my friends by my side I don’t know how terrible this year would have been. Someone said that 2016 will be a great year for Virgos and I’m looking forward to it! For now: HAPPY NEW YEAR GUYS!!!

Sembra pazzesco ma abbiamo compiuto 3 anni!! Come sempre uso il compleanno di TQOD per fare un bilancio dell’anno passato. E posso dire senza dubbio che il 2015 è stato un anno duro, pieno di impegni e momenti difficili. Sono stata la maggior parte del tempo tra Colorno e Parma e fatto solo un paio di viaggetti: Torino e Valdaora. Davvero difficile questo per me, dato che non è un segreto che io non ami il posto in cui vivo, spero di far di meglio quest’anno. Ho scelto sempre di mettere al primo posto i miei studi universitari e effettivamente ho visto i risultati, la mia speranza è di migliorare ancora in questo 2016. Sono anche andata sotto i ferri ad ottobre e il mio decorso non è ancora del tutto finito, ma sto sicuramente meglio. Non so quante volte quest’anno ho pianificato cose e gite che ho dovuto annullare all’ultimo per imprevisti inattesi. Probabilmente vi sarete accorti di quanto io fossi impegnata per il mio postare non regolare su The Queen Of Dreaming che mi fa molto dispiacere, perchè ho sempre qualcosa da dire, ma 24 ore in un giorno spesso non sono abbastanza. Per fortuna sono riuscita comunque ad instaurare delle collaborazioni come con Hairtrade o Mieroglyphs. Nota assolutamente positiva: le amicizie. Ho deciso di fare un po’ di pulizia tra chi meritava il mio tempo e chi no, ho capito di chi posso sempre fidarmi e chi invece non può essere un punto fermo. Senza i miei amici al mio fianco non so come avrei fatto a superare quest’anno. Qualcuno ha detto che il 2016 sarà un anno fantastico per la vergine e io non vedo l’ora! Per adesso: BUON ANNO NUOVO RAGAZZI!!!

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Airshow Parma 2015

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Like I’ve told you the other time, speed is one of my biggest passion, and airshow are a family tradition so we couldn’t miss it (I was there with my mum, my dad, my sis and her boyfriend). Like any other time I’ve seen planes in airshows and Frecce Tricolore I was barely crying for all the feelings I was having in that moment. As my blog said, I will never stop dreaming, and who knows maybe one day I’ll be on one of those planes and I’ll be watching the airshow from another point of view!

Come vi avevo raccontato l’altra volta, la velocità è una delle mie più grandi passioni, e gli airshow sono una tradizione di famiglia quindi anche stavolta non potevamo perdercelo (ero lì con mamma, papà, mia sorella e il suo fidanzato). Come tutte le altre volte che ho assistito ad un airshow e ho visto le Frecce Tricolore ero sul punto di piangere per le forti emozioni che stavo provando. Come dice il mio blog, non smetterò mai di sognare, perciò chissà magari un giorno sarò su uno di quegli aerei guardando l’airshow da un’altra prospettiva!

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