Shine you’re a star

Senza titolo-2

A friend of mine, Brenda, some time ago sent me this drawing she saw on facebook, if anyone of you knows who’s the artist or where I can find the original one please tell me as I’d really like to post the original, not my cropped and instagrammed version and most of all credit him or her. Anyway she sent me this saying she was seeing me in it. And that’s exactly what I’ve thought too. But the funny thing is that she knows me just from the beginning of university but this paint remind me of middle school where I’ve played Saint Fina in the school play named by the Saint herself. I used to wear long hair, and by long I mean till half my thights. This and a natural beauty (I refused make up in any way possible even if my classmates use to wear it everyday) made me be chosen for that role. I resume you the story very quickly: Saint Fina was the most beautiful girl living in San Gimignano, Tuscany. One day she went taking some water at the well and a prince that was there to drink tell her ‘You’re really beautiful’. This made Fina feel really guilty so she went back and laid down on a table without drinking or eating till she died. When she passed away from the table, all over her body, down her window and all over the town everything became covered on pansies. Pretty sad right? Yes, I agree with you, but I remember clearly a couple of photo we made before the representation one was me with the prince (as my professors said: the hottest guy in school) and in the other one I was in the exact same position, dressed like a princess and with pansies all over me and my hair. This is why when I saw this I was really speachless. After the first emotion of being portraited by someone that I don’t even know, I recalled the story of Fina. After the representation I totally forgot it, but I don’t blame myself that much, we are all pretty stupid in middle school years. Fina decided to punish herself in front of God because she was beautiful. I don’t really think it’s a good example, forgive me Fina really. I’ve always been pretty sure that everyone of us is beautiful in its own special way, it only depends on us to find which are our strong points. Standards of beauty change every year and this already shows how actually are important in real life: less than nothing. Everyone of us in this world has his own marks and these are the ones that used in the right way can make us shine. We don’t have to be shy and most of all we don’t have to be scared to shine. Much more easy to say than do, right? I know it, I’m like you believe me. To explain what I say I’ll tell you a couple of things of my real life experience and I know there are situation that are really worse in the world, but believe me it’s always so frustrating. The first one is the constant fear I have when I go running. I usually go running in the countryside for a simple reason: I need to put my earphones really loud to have my best performance and in the city this would mean be in serious danger because of the cars that you can’t actually ear. Since countryside is not really far from my home I’ve found this compromise. But there I’m alone, but really alone. The only people I meet scary me so much, I can see how they look at me and the comments they make just because (like every normal girl doing sport) I wear a top and a pair of shorts. If it was just for the words and the looks I’ll be on the ‘who cares’ side, but honestly how do I know if it won’t become something more? I’m a girl, alone, in the middle of nowhere, do you think that someone could really ear me? Come and help me? Hell to the no. I don’t want to ask my dad or my best friend to come have a run with me beacuse I need to be with a male someone to feel safe. I was grown up as an indipendent woman and I’ll always be, I won’t let them win. But it’s also true that I’m never relaxed when I go running and this is really sad in 2017. Other thing is when I go out in the city by night. When I’m with boys I’m completely relaxed, but when me and my girls decide for a GNO and we park our cars distant we are all scared to reach the meeting point. So we wait till everyone of us has parked and then we all go out and call each other on the phone during all the walk so in any case of danger we do know it immediately. Again, 2017. If you’re asking me for a solution I don’t really have an answer. Many things come to my mind, like a compulsory self-defence class for all the women, but really do we want to answer to violence with other violence? I’m not really on that side even if sometimes I wish I knew some of those moves. I think it would be really better a new type of education based on respect. I do respect the other women, but also I do respect men. I’m not generalizing, I know many respectuful boys and men, but I can’t deny that there are also ones that still look at as women as object. Also the more we are ‘beautiful’ or better said self-confident the more we are seen in the worst way. Maybe starting to teach the importance of equality since very early years could make the real difference. This is surely what I’ll do with my children when I’ll be a mommy. I cannot imagine a world where my daughters have to be scared to go out alone or my sons will be disrespectful. So I think back at Fina, maybe the comment of the Prince was like a violence to her and she felt really guilty for it, as much as she decided to die. No Fina, we have to fight, not to die, we are beautiful creatures in any way possible and we’ll never ever be ashamed of it.

La mia amica Brenda, tempo fa, mi ha inviato questo disegno trovato su facebook, se qualcuno di voi conosce l’autore o sa dove posso trovare l’originale per favore me lo dica siccome vorrei mettere quello, non la mia versione tagliata e instagrammata, ma soprattutto vorrei metterne I credits. In ogni caso, lei me l’ha inviato dicendo che mi ci rivedeva. Ed è esattamente la stessa cosa che ho pensato io. La cosa divertente però è che lei mi conosce solo dall’inizio dell’università ma a me ha ricordato immediatamente la scuola media, in particolare quando interpretai Santa Fina in una produzione scolastica che portava il nome della santa stessa. Avevo i capelli lunghi e per lunghi intendo fino a metà coscia. Questo e la mia bellezza al naturale (rifiutavo qualsiasi tipo di trucco anche se le mie compagne lo indossavano tutti i giorni) mi fecero scegliere per quel ruolo. Vi racconto brevemente la storia: Santa Fina era la ragazza più bella di San Gimignano, paese della Toscana. Un giorno andò a prendere l’acqua al pozzo e un principe fermatosi lì per bere le disse ‘Sei bellissima’. Questo fece sentire Fina molto colpevole e perciò tornò a casa e si sdraio su una tavola senza bere ne mangiare finchè morì. Una volta spirata dal tavolo, poi su tutto il suo corpo, giù dalla sua finestra e per le vie del paese, tutto si coprì di viole. Abbastanza triste vero? Sì, sono d’accordo con voi, ma ricordo chiaramente un paio di foto scattate prima della rappresentazione: una di me col principe (come i miei professori dicevano: il ragazzo più bello della scuola) e nell’altra invece ero nella stessa identica posizione, vestita come una principessa e ricoperta di viole. Per questo motivo quando ho visto questo disegno sono rimasta senza parole. Dopo il primo momento di emozione per essere stata ritratta da qualcuno che non conosco, mi sono ricordata della storia di Fina. Dopo la rappresentazione infatti me ne ero completamente scordata, ma non me ne incolpo più di tanto, siamo tutti abbastanza stupidi nel periodo delle medie. Fina decise di punirsi di fronte a Dio per la sua bellezza. Non credo fosse un buon esempio, perdonami Fina davvero. Sono sempre stata piuttosto sicura del fatto che ognuno di noi sia bello in un modo speciale, sta solo a noi riuscire a trovare i nostri punti di forza. I canoni di bellezza cambiano ogni anno e questo ci dimostra quanto siano davvero importanti nella vita vera: meno di niente. Ognuno di noi ha i suoi segni particolari e sono proprio quelli che, utilizzati correttamente, ci possono far brillare. Non dobbiamo essere timidi e soprattutto non dobbiamo avere paura di splendere. Molto più facile a dirsi che a farsi, vero? Lo so, sono esattamente come voi, credetemi. Per spiegarmi meglio vi racconterò un paio di esperienze di vita vera e lo so che ci sono situazioni molto peggiori nel mondo, ma è comunque molto frustrate. La prima è la paura costante che ho quando vado a correre. Di solito vado a correre in campagna per una semplice ragione: devo mettere il volume delle cuffie molto alto per avere il massimo dalla mia prestazione e in città questo si tradurrebbe in un grosso pericolo per via delle macchine che non si riescono a sentire. Siccome la campagna non è poi così lontana da casa mia ho trovato questo compromesso. Ma lì sono sola, ma davvero sola. Le uniche persone che incontro mi spaventano da morire, vedo come mi guardano e i commenti che fanno solo perché (come qualsiasi ragazza che fa sport) indosso un top e dei pantaloncini. Se fosse solo per sguardi e commenti sarei molto sul ‘chissenefrega’, ma onestamente come posso sapere che non diventerà qualcosa di più? Sono una ragazza, da sola, in mezzo al nulla, pensate che qualcuno possa davvero sentirmi? Venire ad aiutarmi? Ovviamente no. Non voglio chiedere a mio papa o al mio migliore amico di venire a farsi una corsa con me solo perchè devo essere accompagnata da qualcuno di sesso maschile per sentirmi al sicuro. Sono stata cresciuta come una donna indipendente e sempre la sarò, non li lascerò vincere. Ma è anche vero che non sono mai rilassata quando vado a correre ed è piuttosto triste nel 2017. Un altro esempio è quando esco in città la sera. Quando sono coi ragazzi sono completamente rilassata, ma quando io e le mie amiche decidiamo per un’uscita tra ragazze e parcheggiamo le macchine distanti siamo tutte spaventate dall’arrivare da sole al punto di ritrovo. Quindi aspettiamo che abbiano tutte parcheggiato, usciamo dalla macchina e ci telefoniamo lungo tutto il tratto così se succede qualcosa lo sappiamo immediatamente. Di nuovo, 2017. Se mi chiedete se ho una soluzione non ho veramente una risposta. Mi vengono in mente tante idee, come un corso di autodifesa obbligatorio per le donne, ma davvero vogliamo rispondere alla violenza con altra violenza? Non sono molto per questo tipo di idea, anche se a volte spero di conoscere qualcuna di quelle mosse. Penso sarebbe meglio un nuovo tipo di educazione basato sul rispetto. Rispetto le altre donne, ma sicuramente rispetto anche gli uomini. Non sto generalizzando, conosco un sacco di ragazzi e uomini rispettosi, ma non posso negare che ce ne siamo altri che vedono ancora la donna come un oggetto. Per di più, più siamo ‘belle’ o per meglio dire sicure di noi più siamo considerate nel peggiore dei modi. Magari iniziare ad insegnare l’importanza della parità sin da quando si è molto piccoli potrebbe fare la differenza. Questo è sicuramente ciò che farò con i miei bambini quando sarò una mamma. Non posso immaginare un mondo dove le mie figlie devono aver paura ad uscire da sole o i miei figli siano maleducati. Perciò ripenso a Fina, magari il commento del principe era stata come una violenza per lei e perciò si è sentita colpevole, a tal punto da lasciarsi morire. No Fina, dobbiamo lottare, non morire, siamo bellissime creature in ogni modo possibile e mai dovremo vergognarcene.

Annunci