All I Ever Wanted Was The World

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I was pretty silent at the beginning of the year. When I was back writing I wasn’t still able to tell you why and I’ve just kept being silent. Now I think it’s time. This January my beloved angel Lucy passed away. It was (and is) definetely the worst period of my life, the pain walks with me everyday and I’m not really able to say much more. It was like all my life moved to the background. I’ve lost the envy of doing anything from the smallest things to the big ones. I’ve started living again when Hunter became part of my life. I wasn’t ready for a new dog, the only idea made me angry with the world, she was my one and only and my heart was completely empty. But my parents borrowed me to this house where this pretty little face came out of a gate and started licking my hands. He was watching me directly in the eyes and it was like I was starting to breathe again. His mistress didn’t want him anymore as after one year and a a half she discovered that he has a little dysplasia and so he couldn’t start a life of beauty contests. In my mind the only thing that came out was ‘are you really giving away this super sweet dog just because he can’t compete? Even if he clearly loves you?’ the thing was done, he’ll come home with me, not one more second where they are not ready to love him as he deserves. I’m not going to say it was easy, the separation was really hard for him. We’re still helped by a canine reeducator and we’re making progress. After he understood that we’ve not kidnapped him, but we love him he became like our shadow and he stays always with us. I have my dark moments, but he tries his best to make me feel loved and I’m supergrateful.

Sono stata abbastanza silenziosa all’inizio dell’anno. Quando sono tornata a scrivere non ero pronta a dirvi perchè, perciò in qualche modo ho continuato a essere silenziosa. Ora penso sia arrivato il momento. Questo gennaio il mio piccolo angelo Lucy è venuta a mancare. E’ stato (ed è) sicuramente il periodo peggiore della mia vita, il dolore è con me tutti i giorni e non sono veramente in grado di spiegarvi cosa voglia dire. E’ stato come se tutta la mia vita passasse in secondo piano. Ho perso la voglia di fare qualsiasi cosa, dalle più piccole alle più importanti. Sono tornata a vivere quando Hunter è diventato parte della mia vita. Non ero pronta ad un nuovo cane, la sola idea mi faceva arrabbiare con il mondo intero, lei era l’unica e il mio cuore era completamente vuoto. Ma i miei genitori mi hanno portata in questa casa dove questo bel musetto è uscito da un cancello e ha iniziato a leccarmi le mani. Mi guardava dritta negli occhi ed è stato come se imparassi a respirare di nuovo. La sua padrona non lo voleva più siccome dopo un anno e mezzo ha scoperto che ha una piccola displasia all’anca e perciò non era più possibile iniziare la sua vita da campione di concorsi di bellezza. L’unica cosa che mi è passata per la testa in quel momento è stata ‘stai davvero dando via questo dolcissimo cane solo perchè non può gareggiare? Anche se è evidente l’amore che ha per te?’ la cosa era fatta, sarebbe venuto a casa con me, non un solo secondo di più in un posto dove non ti amano come meriti. Non vi dirò che è stata una passeggiata, la separazione è stata molto dura per lui. Stiamo tutt’ora lavorando con un rieducatore cinofilo e stiamo facendo progressi. Dopo che lui ha capito che non l’avevamo rapito, ma che lo amiamo è diventato la nostra ombra e sta sempre con noi. Ho i miei momenti bui, ma lui fa del suo meglio per farmi sentire amata e io non potrei essergli più grata.

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‘Cause I’m A Primadonna Girl

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Originality is the key for success. I don’t remember where I’ve heard this, but it’s definetely true. Everytime you do something try to rise above the others. Be brave, be you, do the thing that represents you and you’ll be noticed, no matter what is your field, just do it. Start with little things and one day you’ll be big. Follow the light that’s inside you and you’ll win!

L’oroginalità è la chiave per il successo. Non ricordo dove ho sentito questa cosa, ma è decisamente la verità. Ogni volta che fate qualcosa provate ad uscire dal coro. Siate coraggiosi, siate voi stessi, fate le cose che vi rappresentano e sarete notati, non importa quale sia il vostro campo, semplicemente fatelo. Iniziate con le piccole cose e un giorno sarete grandi. Seguite la luce dentro di voi e vincerete!

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Swordfish pie with eggplants and salted ricotta cheese

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It’s finally time for a new recipe! This one I’ll explain you today it’s pure pleasure, expecially if you love both fish and vegetables, like I do. It’s not an healthy one, for sure, it’s one of those sunday treats that anyone of us deserves. It’s typical in the south of Italy, as I’m from the north I hope that I did it well anyway! As you can see it envolves fresh swordfish, fried eggplants (and for me my mum telling me to not eat them immediately and put them in the pie!) and salted ricotta cheese, I thing that I love and it’s pretty difficult to find in the north! I’ve thought about how to make an healthy-everyday version of this, and I think it could be great with grilled eggplants and no cheese (ouch! Such a crime after tasting the ‘real’ one). So let’s start guys, I’m already hungry!

Ingredients (serving 4):

500 g of eggplants

250 g of swordfish

250 g of bread crumbs

50 g of salted ricotta cheese

extravirgin olive oil to taste

garlic to taste

basil to taste

cooking salt to taste

500 mL of fry oil

flour to taste

salt to taste

E’ finalmente arrivato il momento di una nuova ricetta! Quella che vi spiegherò oggi è puro piacere, soprattutto se amate sia il pesce che le verdure, come me! Non è sicuramente una delle più salutari, è uno di quei godimenti di fine settimana che ognuno di noi merita. E’ tipica del sud del nostro bel paese, da ragazza del nord spero di averla fatta bene! Come potete vedere comprende pesce spada fresco, melanzane fritte (e per me mia mamma che mi ricorda di non mangiarle subito e metterle nel tortino!) e la ricotta salata, formaggio che amo, ma che è piuttosto difficile da trovare qui al nord! Ho pensato anche a come renderla una ricetta sana da poter fare tutti i giorni e penso possa essere comunque buona grigliando le melanzane e senza formaggio (ouch! Un vero crimine dopo aver provato la versione ‘originale’). Quindi iniziamo ragazzi, ho già fame!

Ingredienti (per 4 persone):

500 g di melanzane

250 g di pesce spada

250 g di pan grattato

50 g di ricotta salata

olio extravergine di oliva q.b.

aglio q.b.

basilico q.b.

sale grosso q.b.

500 mL di olio per friggere

farina q.b.

sale q.b.

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The way you move

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I’ve never told you that I was a dancer when I was a little girl. My dancing career started around 8 and ended at 13. I loved dancing classes, even if loved playing softball the most. Now I dance mostly when I tidy my house and really less when I go to the disco. I have such good moves when I’m home alone and no one is watching me. Sometimes I imagine myself surrounded by dancers following my choreography and I ask myself: what if I didn’t leave it? It’s a little too late to come back dancing, but definetely not to fantasize! And what do you daydream about the most?

Today to show you this beautiful dress a type of photo I never do for the blog: selfies! They are actually one of my biggest addiction, but only for my instagram!

Non vi ho mai detto che ero una ballerina quando ero bambina. La mia carriera da danzatrice è iniziata intorno agli 8 anni ed è finita a 13. Mi piacevano le lezioni di danza, anche se mi piaceva di più giocare a softball. Adesso ballo soprattutto quando pulisco casa e molto meno in discoteca. Ho veramente degli ottimi passi quando sono a casa da sola e nessuno mi guarda. A volte mi immagino circondata da ballerini che seguono la mia coreografia e mi chiedo: e se non avessi mollato? E’ un po’ tardi per tornare a ballare, ma decisamente non lo è per sognare! E voi su cosa fantasticate di più?

Oggi per farvi vedere questo bellissimo vestito uso una tipologia di foto che non faccio mai per il blog: selfie! Sono effettivamente una mia ossessione, ma solo per instagram!

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London: day 4

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On our day 4 we had just a morning to spend around London, so after packing our bags we leaved them again at Victoria Station and we went visiting Westminster Abbey. When inside it’s much more larger than it looks from the outside. But the thing that shocked me the most was that it’s completely full of graves. I was on the grave of many of the people I’ve studied about back in school days and many authors included my beloved Jane Austen and C. S. Lewis.

Il nostro giorno 4 a Londra avevamo solo una mattina da passare in giro per Londra, quindi dopo aver fatto le valigie, le abbiamo lasciate a Victoria Station e siamo andati a visitare Westminster Abbey. Dentro è veramente molto più grande di quello che sembra dall’esterno. Ma la cosa che mi ha toccata di più è stato il fatto che fosse completamente piena di tombe. Sono stata sulla tomba di molti personaggi studiati a scuola e molti autori tra i quali i miei amati Jane Austen e C.S. Lewis.

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London: day 3

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Our third day began on Baker Street where the Sherlock Holmes enthusiatic me could finally see with her own eyes the house of her myth. I’ve touched the door and I felt like the luckiest girl in the world.

Il nostro terzo giorno è iniziato in Baker Street dove la fanatica di Sherlock Holmes che è in me ha potuto finalmente vedere con i propri occhi la casa del suo mito. Ho toccato la porta e mi sono sentita la ragazza più fortunata del mondo.

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London: day 2

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When we woke up on our second day outside it was raining like mad. But, you know, it’s London so we got out anyway. We went to Notting Hill that probably would be happier with more sunlight, but we really couldn’t miss its fabulous colors that made me want to move there immediately. When you travel with boys you know you cannot go shopping so we just went to a tea shop, Whittard, where I bought a present for my sister, to the bookshop of the wonderful film Notting Hill and both to a Juice bar, Joe & the Juice and a cupacake shop, The Hummingbird Bakery. Witthard sells many tipes of tea, infusions, chocolate and marshmallow in fancy metal boxes in pastel colors or decorated with flowers. Of course it sells also mugs and other accessories for the tea time. I’ve cursed myself for bringing just hand luggage. Really what was I thinking?! I could have bought like half of the shop if I had space! Oh, and another point goes to this store beacuse you can taste everything before buying it! Read the thing about hand luggage again, when we got inside the bookshop I saw so many limited edition of books I love that couldn’t go back home with me. The others didn’t like much Joe & The Juice as it offers pretty healty juices, but the health junkie that’s inside me liked the idea. Joe & The Juice have you ever considered opening like in front of my house? You won’t regret it! And finally to balance fatty and healty: the cupcakes. We took them take away to eat them during guard changing (later to see what happened), they were really good and really sweet. The shop is very tiny but beutiful, full of any kind of cakes and cupcakes. I’m still regretting the missing entrance at many shops so I’m sure about one thing: next year I’ll be back in London (my friend Annachiara is moving there) for a long session of shopping, expecially in Notting Hill!

Quando ci siamo svegliati il secondo giorno fuori pioveva a dirotto. Ma insomma eravamo a Londra, era previsto, quindi siamo usciti comunque Siamo andati a Notting Hill che probabilmente sarebbe stata pi frizzante con un po’ di luce del sole, ma non potevamo proprio perderci i suoi colori favolosi che mi hanno fatto venir voglia di trasferirmi immediatamente. Quando viaggi con i ragazzi dovresti sapere che non puoi andare a fare shopping quindi siamo state solo in un negozio di the, Witthard, dove ho preso un pensiero a mia sorella, alla libreria del bellissimo film Notting Hill e sia ad un bar di succhi, Joe & the Juice e ad un negozio di di cupcake, The Hummingbird Bakery. Witthard vende un sacco di tipi diversi di the, tisane, cioccolate e marshmallow in scatole di latta dai colori pastello o decorate con fiori. Chiaramente non mancano anche tazze ed altri accessori per l’ora del the. Mi sono maledetta per essermi portata solo il bagaglio a mano. Seriamente a cosa stavo pensando?! Avrei comprato mezzo negozio se solo avessi avuto spazio! Oh, dimenticavo un’altro punto che va a questo negozio perchè si può assaggiare tutto prima di comprarlo. Leggete di nuovo quello che dicevo del bagaglio a mano, quando siamo entrate nel negozio di libri mi sono trovata davanti un sacco di edizioni limitate dei libri che più amo che non sarebbero potuto venire a casa con me. Agli altri non è piaciuto molto Joe & the Juice dato che offre solo succhi piuttosto strani, ma alla salutista che è in me è piaciuta molto l’idea. Joe & the Juice avete mai valutato l’idea di aprire tipo davanti a casa mia? Non ve ne pentirete! E infine per bilanciare ciccia e benessere: i cupcake. Li abbiamo presi a portar via per gustarceli durante il cambio della guardia (a più tardi per vedere cosa è successo), erano davvero buoni e dolci. Il negozio è molto piccino, ma allo stesso tempo carino, pieno di cupcake e torte di ogni genere. Mi pento ancora di non essere potuta entrare in molti negozi quindi sono certa di una cosa: l’anno prossimo tornerò a Londra (la mia amica Annachiara si trasferirà lì) per una lunga sessione di shopping, specialmente a Notting Hill!

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London: day 1

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Last march I went for four days in London with Veronica, Simona and Nicholas for Simo’s 18. It was my third time in the city and I can’t wait to go back again! Like I did for my previous trip I’ll tell you everything about what we’ve done with a lot of photos.  The night before the departure I went sleeping at Veronica and Simona’ house and at very early morning Nicholas arrived and we went to Malpensa airport. I’m super honest with you: I’m not a fan of low cost companies, I’ve used them when I went on school trips during high school and we’ve always had problems, but when I travel with other people I try to adact. We booked an easyjet flight and surprise surprise it was delayed till unknown hour. And let’s say that easyjet duty free it’s not the best in the world so we sat at the bar and waited for information to come out. Oh, and another thing that made me very angry is that they forced me to put my handbag inside my carry-on baggage saying: ‘don’t worry once on the airplane you can take it outside’ so really what’s the usefulness of doing so if not to broke the bag? When two hours later we finally went up on the airplane they told us that it was full and that thay had to put our luggages on hold, so we took our bags out and unbelievable surprise!!!!! My zip was broken.

Lo scorso marzo sono stata quattro giorni a Londra con Veronica, Simona e Nicholas per il 18esimo della Simo. Era la mia terza volta in città e non vedo l’ora di tornarci! Come per i miei viaggi precedenti vi racconterò tutto con un sacco di foto. La notte prima della partenza sono andata a dormire a casa di Veronica e Simona e la mattina molto presto Nicholas è venuto a prenderci e siamo andati all’aeroporto di Malpensa. Sarò super onesta con voi: non sono una fan delle compagnie low cost, le ho usate quando sono andata in gita al liceo e abbiamo sempre avuto problemi, ma quando viaggio con gli altri mi adatto. Abbiamo prenotato un volo easyjet e sorpresa sorpresa era in ritardo fino a ora da destinarsi. Diciamocelo poi il duty free di easyjet non è dei migliori quindi ci siamo seduti al bar e abbiamo aspettato che uscisse qualche informazione. Oh, un’altra cosa che mi ha fatta arrabbiare non poco è stato che mi hanno obbligata a mettere la borsa dentro il bagaglio a mano dicendo. ‘non ti preoccupare la potrai tirare fuori una volta sull’aereo’ e allora dov’è l’utilità di tutto questo se non quello di rompere la borsa? Dopo due ore quando finalmente stavamo per salire sull’aereo ci hanno detto che era pieno e perciò dovevamo mandare le valigie in stiva, quindi abbiamo ritirato fuori le nostre borse e incredibile sorpresa!!!!! La mia cerniera si era rotta.

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Can you hear me now?

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A thing I’ve always believed in is meritocracy, even if in Italy it’s often forgotten in cold storage. I can’t stand who obtains things without lifting a finger and leave behind him who worked all life for the same things and instead is lift empty-handed. And I’m talking from a familiar position that could get so many open doors. But I’m not like that and no one ever taught me that I could have been like this. My parents taught me the famous art of diligence, whichever road I’d choose for my life. And I’ve always done it both in sport and in studies or work. I’ve rolled up my sleeves and I’ve bowed my head. Everytime I’ve obtained results I’ve congratulate with myself, but I’ve never gone wild, I’ve raised the bets and kept working hard. It was so much harder to see people without credits taking what was mine, but after the first dejection I kept going on my own way. Now it looks like I’m the first one between my university companions who gained a job in our field while studying (if we don’t consider the one with a family pharmacy or pharmaceutical industry) and at the same time was called by different universities of world-serving importance. I don’t know what will happen tomorrow, I try to not fool myself and keep going with the determination that had always defined me, but sometimes I’d like to look back and show to all the ones that put a spanner in my works where I am now, only 23 and with an entire life in front of me. I tell you with heart in hand: don’t ever stop believing in yourselvs, ever, even when it looks like the world works against you, stay focused on your aim, soon or later your time will come, probably like it happened to me: when I’d never expect it.

Se c’è una cosa in cui credo fortemente è la meritocrazia, anche se in Italia è qualcosa che molto spesso viene dimenticato nel cassetto. Non sopporto chi ottiene le cose senza muovere un dito e si lascia dietro chi invece per tutta la vita ha lottato per avere quella stessa cosa ed è rimasto a bocca asciutta. E lo dice una che se volesse per situazione famigliare potrebbe avere un sacco di porte aperte. Ma io non sono così e non mi è mai stato insegnato che potevo essere così. I miei genitori mi hanno sempre insegnato la famosa arte dell’impegno, qualunque strada io scegliessi. E l’ho sempre fatto nello sport, nello studio, nel lavoro. Mi sono tirata su le maniche e ho abbassato la testa. Ogni volta che ho ottenuto dei risultati mi sono complimentata con me stessa, ma non mi sono mai data alla pazza gioia, ho aumentato il tiro e continuato a impegnarmi. E’ stata molto più dura invece ogni volta che ho visto persone senza meriti prendersi quello che era mio, ma dopo i primi sconforti ho continuato per la mia strada. Adesso sembra che io sia la prima tra i miei compagni di università ad avere ottenuto un lavoro nel nostro campo ancora in corso di studi (se escludiamo ovviamente chi ha alle spalle una farmacia di famiglia o un’azienda farmaceutica) e che allo stesso tempo è stata richiesta in diverse università importanti a livello mondiale. Cosa sarà di domani non lo so, cerco di non montarmi la testa e continuare con la determinazione che mi ha sempre contraddistinta, ma la voglia che a volte ho è quella di voltarmi indietro e far vedere a tutti quelli che mi hanno messo i bastoni tra le ruote dove sono arrivata adesso, a soli 23 anni e con tutta una vita davanti. Col cuore in mano vi dico: non smettete mai di credere in voi stessi, mai, anche quando sembra che il mondo vi remi contro, rimanete focalizzati sul vostro obiettivo, prima o poi il vostro momento arriverà, probabilmente come è successo a me: quando meno me lo sarei aspettato.

I was wearing:

Sergio Tacchini sunnies | Twenty Easy fake fur coat from Yoox | Mango leather jacket

Come Ios e Android

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It happens, during a lifetime, to share a lot with someone and so it happens to realize that that person has not so much to do with us. It happened to me, but you know I’ve got a scientific mind, I rarely trust a momentary thing, I always have to put it to the test. And so this is what I did, I had proofs on different tests I had in my mind. And what are we supposed to do? We change, we grow up, we simply open our eyes. Make distance can hurt, for sure, but it doesn’t mean being bad, it only means being more aware of our own personality and our own well-being research. Don’t you agree?

Succede nella vita di condividere molto con una persona e poi un giorno rendersi conto che forse quella persona con noi non c’entra poi granchè. A me è successo, ma sapete io ho un pensiero e una mente scientifica, mi fido poco di qualcosa di momentaneo, devo sempre mettere alla prova. Ed è quello che ho fatto, su diverse mie piccole prove mentali ho avuto ripetute conferme. E cosa ci vogliamo fare? Si cambia, si cresce, si aprono semplicemente gli occhi. Può far male distanziarsi, questo è sicuro, ma non vuol dire essere cattivi, vuol dire semplicemente essere più consapevoli della propria personalità e della propria ricerca del benessere. Non credete?

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